Metafora del Gruppo

Nelle Ricerche filosofiche (1953) Ludwig Wittgenstein usa un’analogia per definire il linguaggio. Lo equipara a “un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un’altra parte, e non ti raccapezzi più.” (Parte Prima §203). Quindi strade che uniscono diverse aree, i diversi quartieri, le case nuove, il quartiere storico e vaste zone ancora in sviluppo. Ma con la difficoltà di trovare il senso condiviso.

Questa metafora si presta bene a definire l’evolversi delle diverse forme assunte da questo Gruppo e l’evolversi della conoscenza in cui questo “strano” Gruppo si esprime, il paesaggio.

Con la metafora dei “borghi che si incrociano” possiamo immaginare  la connessione tra vecchie e nuove costruzioni, “borghi storici” formati in buona parte di costruzioni tranquille e consolidate, e incroci turbolenti dove si creano i presupposti per la costruzione di nuovi edifici, nuovi punti di vista, nuovi modi di intendere gli stessi borghi, nuove idee.

Quando diversi modi di guardare il mondo convergono, idee molto simili emergono, anche se applicate in ambiti distanti.

A volte le stesse idee vengono tradotte da esperienze fatte da persone che non si conoscono neanche, che non hanno compiuto lo stesso tragitto, ma che in questo Gruppo diventano visitatori di altri “borghi” e possono così riconoscersi.

In questo Gruppo non si ha paura di considerare la conoscenza come un insieme disordinato di percorsi possibili, un sistema aperto, dipendente dal contesto, dagli umori e dai paesaggi che riempiono gli occhi dei partecipanti, che fornisce vincoli e possibilità.

Questo Gruppo ha cambiato più volte forma, ma non si è fondato ogni volta, piuttosto sono mutati i luoghi, le relazioni tra i centri e le periferie, fra i borghi più frequentati e quelli con meno visitatori.

Così, in questo Gruppo, come in ogni panorama culturale, c’è sempre qualcosa di nuovo e qualcosa di antico che coesistono, che si incontrano e si scontrano dando vita ad altre configurazioni e altre idee.

E’ difficile descrivere l’evoluzione di questo Gruppo, descrivere il mutare delle prospettive, o trasmettere la gioia e la speranza per progetti che ieri apparivano come tentativi, come illusioni, e che oggi sono diventati realtà.

Però, la possibilità di riferirsi a ciò che esisteva prima, il confronto fra i borghi più antichi, quelli che ora esibiscono le fondamenta degli edifici che li compongono, le intenzioni, i presupposti, i modelli di costruzione, e i nuovi progetti, i nuovi modelli, le nuove prospettive, è importante per apprezzare le strutture più moderne, per saper cogliere le innovazioni e goderne le forme.

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