Gruppo Borghi Incrociati
IL NUOVO CORSO DEL GRUPPO
Il Gruppo completa la sua esistenza in questa forma (leggi di seguito “L’evoluzione storica”) nel giugno del 2009. Da ottobre assume una forma diversa ma in continuità con quella precedente. Attualmente è finalizzato alla partecipazione di soli psicologi, con definite caratteristiche:
che svolgano un percorso formativo personale
che svolgano attività psicologiche retribuite in ambito privato o pubblico
che abbiano manifestato intenzione di svolgere un’attività formativa e di supervisione a livello gruppale condividendo le regole comunicazionali appartenenti al Gruppo Borghi Incrociati
La configurazione del gruppo è a numero chiuso: 5/6 partecipanti. Più richieste portano alla costituzione di altri gruppi di altrettanti partecipanti.
Il motto che rappresenta meglio questo nuovo corso dei lavori è il seguente:
Ogni volta che si cerca la causa di qualcosa e soprattutto ogni volta che si trova la causa di qualcosa, è allora, evidentemente, che si cade nella trappola più pericolosa: ‘di crederci’! di credere che quella causa è effettivamente causa di qualcosa […]. L’esperienza mostra che questa abitudine di voler spiegare le cose, di trovarne la causa, è talmente forte che spesso le persone si sentono autorizzate, dall’aspetto apparentemente contraddittorio delle cose, a pensare che ne hanno trovato la causa. Io credo che la sola risposta a questo genere di approccio […] sia quella che consiste nel dire: non bisogna crederci, cioè: bisogna cercare di spiegare le cose ma non bisogna crederci mai. Atlan H. (1981) pp. 262-263, «L’évolution des concepts de temps et d’information en biologie», in AA.VV. Dix visions sur la communication humaine, Presses Univ. De Lyon, Lyon.
L’EVOLUZIONE STORICA DEL GRUPPO
Nel 2001 iniziò un gruppo che non aveva caratteristiche cliniche, ma che declinava una dinamica più simile a quella dei primi Training Group: in quei gruppi di inizio secolo, i partecipanti avevano incrementato sensibilmente non solo la qualità delle loro conoscenze ma anche la consapevolezza circa le personali modalità di interagire quando ebbero occasione di presenziare alle riunioni in cui i loro docenti si scambiavano le osservazioni sulle interazioni gruppali rilevate durante le attività didattiche.
Così in questo gruppo l’idea di partenza era che ciascun partecipante avesse la possibilità di condividere le proprie riflessioni sulla propria situazione lavorativa, problematica o meno, in un piccolo gruppo in cui alcune persone parlano e altre ascoltano. Si trattava di realizzare una dinamica di gruppo finalizzata alla realizzazione di una consapevolezza delle personali modalità di porsi in relazione con gli altri.
Il gruppo prese il nome di “Gruppo sulla sofferenza lavorativa” dal 2001 fino al 2005. Per un approfondimento di questa denominazione vedi la pagina Scritto fondativo del Gruppo.
Il ruolo dei conduttori è sempre limitato e si sostanzia nel mantenere il gruppo centrato su se stesso e sulle interazioni che vi si svolgono, nel favorire l’instaurazione di un clima di tolleranza, non valutativo, di accettazione e valorizzazione delle differenze e delle risorse presenti.
Inoltre, mobilitare ed elaborare insieme le strutture stereotipate di pensiero che hanno origine nell’ansia che si determina in presenza di cambiamenti, è parte del mandato originario che questo gruppo si è dato.
Si tratta di idee condivisibili con altri tipi di gruppo. In questo gruppo però esiste una variabile in più: i partecipanti possono cambiare e avvicendarsi in tempi diversi.
Nel 2005 il gruppo assunse il nuovo nome di “Borghi Incrociati”, a rappresentare la mutata dinamica gruppale che in esso è maturata dall’esperienza. Il nuovo nome esprime il principio che ciascuno di noi contiene una gruppalità mentale (come un piccolo paese, un borgo appunto) che porta sempre con sé e questo gruppo si è strutturato nel tempo per accogliere nella maniera migliore questa disposizione relazionale. Per un approfondimento di questa denominazione vedi la pagina Metafora del Gruppo.
Il gruppo è diventato un momento di incontro per giovani professionisti appartenenti a vari ambiti lavorativi accomunati da un interesse per la metariflessione e la progettazione. Il gruppo è diventato anche luogo di sperimentazione di iniziative professionali e mondane fra i partecipanti.