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	<title>Comments on: Mi racconto: Mafalda (di Mafalda Traveni)</title>
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	<description>diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo</description>
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		<title>By: Chiara Giudici</title>
		<link>http://www.psicologiainliguria.it/index.php/mi-racconto-mafalda/comment-page-1/#comment-6</link>
		<dc:creator>Chiara Giudici</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 13:15:58 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Mafalda,
Vorrei dirti quanto è stato prezioso poter leggere il tuo intervento di presentazione sul sito.
Rispetto molto il tuo percorso, così come le tue scelte e ritengo che il tuo coraggio e la tua costanza nel dare la priorità a ciò che vale, prima che a ciò che è consuetudine, potrebbe essere da esempio ad altri, magari giovani, psicologi.
Il mondo è pieno di laureati incompetenti!
Nel mio piccolo, con una difficoltà molto minore per l’assenza di un contesto tanto complicato come quello che hai avuto tu, ho scelto una direzione che ritengo abbastanza simile: non ho fatto alcuna scuola di psicoterapia. La mia scelta si è basata sull’idea che la mia formazione me la volevo scegliere io, così come volevo decidere io chi sarebbero stati i miei formatori. Dopo 10 anni di lavoro individuale e gruppale, mi sentivo abbastanza scafata da cominciare a lavorare, cercando forme di supervisione e confronto, ma sempre in modo autonomo da indicazioni esterne, ed in contatto con i bisogni che percepivo in me.
Anche io, però, ammetto di aver patito molto, all’inizio l’assenza di riconoscimento di un percorso formativo alternativo a quello istituzionale, ma altrettanto formativo, presuntuosamente mi viene da dire... Forse migliore! Ancora oggi sento pungere qualcosa dentro, quando il collega di turno mi chiede “ma come? Non hai fatto/vuoi fare alcuna scuola di psicoterapia?”... Forse non ricordano che molti dei docenti delle nostre care scuole si sono formati in piena libertà di scelta, con un percorso che si sono scelti loro! La formazione ci deve essere, lo studio anche ed è fondamentale che accompagnino il cammino di ogni psicologo... Ma cosa studiare e come studiarlo, nel nostro mestiere, non ce lo può imporre un’altra persona, proprio perché il percorso è individuale, lo strumento, nella relazione con l’altro, siamo noi... Non si possono prendere teorie altrui ed applicarle meccanicamente! La formazione, così come la intendo io, è ricerca continua, riconoscimento dei propri bisogni, lavoro sui propri limiti, confronto con Altri accuratamente scelti!
Ancora grazie per la condivisione, che hai reso possibile raccontandoti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Mafalda,<br />
Vorrei dirti quanto è stato prezioso poter leggere il tuo intervento di presentazione sul sito.<br />
Rispetto molto il tuo percorso, così come le tue scelte e ritengo che il tuo coraggio e la tua costanza nel dare la priorità a ciò che vale, prima che a ciò che è consuetudine, potrebbe essere da esempio ad altri, magari giovani, psicologi.<br />
Il mondo è pieno di laureati incompetenti!<br />
Nel mio piccolo, con una difficoltà molto minore per l’assenza di un contesto tanto complicato come quello che hai avuto tu, ho scelto una direzione che ritengo abbastanza simile: non ho fatto alcuna scuola di psicoterapia. La mia scelta si è basata sull’idea che la mia formazione me la volevo scegliere io, così come volevo decidere io chi sarebbero stati i miei formatori. Dopo 10 anni di lavoro individuale e gruppale, mi sentivo abbastanza scafata da cominciare a lavorare, cercando forme di supervisione e confronto, ma sempre in modo autonomo da indicazioni esterne, ed in contatto con i bisogni che percepivo in me.<br />
Anche io, però, ammetto di aver patito molto, all’inizio l’assenza di riconoscimento di un percorso formativo alternativo a quello istituzionale, ma altrettanto formativo, presuntuosamente mi viene da dire&#8230; Forse migliore! Ancora oggi sento pungere qualcosa dentro, quando il collega di turno mi chiede “ma come? Non hai fatto/vuoi fare alcuna scuola di psicoterapia?”&#8230; Forse non ricordano che molti dei docenti delle nostre care scuole si sono formati in piena libertà di scelta, con un percorso che si sono scelti loro! La formazione ci deve essere, lo studio anche ed è fondamentale che accompagnino il cammino di ogni psicologo&#8230; Ma cosa studiare e come studiarlo, nel nostro mestiere, non ce lo può imporre un’altra persona, proprio perché il percorso è individuale, lo strumento, nella relazione con l’altro, siamo noi&#8230; Non si possono prendere teorie altrui ed applicarle meccanicamente! La formazione, così come la intendo io, è ricerca continua, riconoscimento dei propri bisogni, lavoro sui propri limiti, confronto con Altri accuratamente scelti!<br />
Ancora grazie per la condivisione, che hai reso possibile raccontandoti.</p>
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