La preistoria

Nel 1995, quando erano già 5 anni che lavoravo nella scuola come libero professionista con progetti che svolgevo con Maura Rossi, mi ero posto il problema di riuscire a soddisfare le richieste che ci arrivavano dalle scuole e dal Provveditorato.

A quel tempo il nostro Ordine professionale aveva offerto gratuitamente a tutti gli iscritti due corsi di formazione e aggiornamento sulla diagnosi clinica a cui avevano partecipato tantissimi colleghi (testimoni le videoregistrazioni di quegli eventi). Io vi avevo partecipato e avevo conosciuto alcuni (allora) giovani tirocinanti, da quella conoscenza erano nate le prime collaborazioni (retribuite) in ambito scolastico. Da allora molti altri colleghi hanno lavorato con noi nei nostri progetti. Alcuni hanno poi proseguito per conto proprio.

Cosa avevo fatto? Ero andato a cercarmi dei collaboratori e mi ero reso conto che non era una cosa semplice: non c’erano mezzi o occasioni per conoscersi, tranne questi sporadici incontri offerti dall’Ordine. Certo, per molti c’erano gli incontri all’interno delle rispettive scuole di formazione oppure proposti dai propri analisti o supervisori, ma la cosa rimaneva relativamente chiusa.

Con l’aumentare degli iscritti e il diminuire delle offerte gratuite da parte dell’Ordine professionale (strana, vero?, questa paradossale e triste corrispondenza, uno si sarebbe aspettato che con l’aumento delle entrate… invece… va beh, questa è un’altra storia) la conoscenza di persona si è fatta più problematica.

Positivamente, però, a questo stato di cose hanno reagito le scuole e le associazioni di colleghi che hanno offerto via via sempre più momenti di conoscenza gratuita del proprio approccio, consentendo così ai colleghi di incontrarsi di nuovo. Ma eravamo sempre intorno a un numero molto ristretto di occasioni e anche queste, spesso, selezionate.

In ogni caso si poneva il problema di far sapere ai colleghi di queste iniziative, che potevano essere occasioni per conoscersi: ed ecco che nel 1997 nasceva la prima newsletter cartacea no profit fra colleghi.

Mi così sono accorto che altre persone condividevano questa dimensione. Così è avvenuto con naturalezza che un piccolo gruppo di persone si siano aggregate intorno a interessi comuni, accettando di regalare un po’ di tempo agli altri in nome della comune ricerca.

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