I principi fondanti (1995)

(Come erano stati esposti nel 1995)

Innanzitutto il partecipante è considerato un costruttore attivo della propria conoscenza piuttosto che recipiente di esperienze e competenze altrui.

Il partecipante deve porre particolare attenzione alle abilità di auto-controllo, auto-direzione e auto-valutazione della propria partecipazione. Al partecipante si riconosce una sufficiente capacità introspettiva e questo riconoscimento incide e determina sia l?organizzazione dei materiali, sia l?elaborazione dell’approccio teorico.

 

La metafora su cui si basa il progetto è quella della comunità scientifica. Questa metafora implica una fondamentale riorganizzazione dei ruoli di ciascun partecipante. Come in una comunità scientifica vera e propria, ciascun ruolo è definito sulla base di un equilibrio tra specifiche competenze e sovrapposizioni ed interscambiabilità. E’ un lavoro dedicato a chi cerca di distinguere i pensieri che uniscono e quelli che dividono.

 

Spirito del progetto è quello di incoraggiare una conoscenza e competenza distribuita tra tutti i partecipanti. Ogni membro è al tempo stesso apprendista e maestro, condividendo con tutti gli altri le proprie conoscenze. Ciascun membro è considerato come fonte consultabile per ottenere informazioni, risposte a quesiti, stimoli per riflettere. Non c’è più “un solo” maestro esperto del dominio di conoscenze.

 

I partecipanti sono invitati a fornire una breve documentazione della propria esperienza e della propria riflessione in divenire: resoconti di attività, riflessioni teoriche, quesiti, consigli, spunti di riflessione, informazioni pratiche, notizie in tempo utile di convegni (preferibilmente gratuiti), soluzioni a problemi, critiche di soluzioni, resoconti di libri e quant’altro sia reputato utile per qualcun altro.

Nella prima fase è necessario che i partecipanti propongano gli argomenti su cui lavorare. La scelta degli argomenti può venire direttamente dai rispettivi interessi o aspirazioni o attività in atto, o problemi pratici. L’argomento individuato deve essere anche sufficientemente ampio da poter essere analizzato e studiato a vari livelli: da un livello elementare, che permette ai partecipanti di poterci lavorare anche avendo a disposizione poche informazioni, fino ad un livello più complesso, da esperto, organizzando un maggior numero di conoscenze e riflessioni.

Ciascun partecipante può fare domande e rispondere a domande in modo da rafforzare la comprensione del testo.

Ciascun partecipante può chiedere chiarimenti. Questo significa costruire strumenti per poter giudicare un testo:

 

  • i riferimenti offerti da chi scrive sono chiari?
  • concetti e termini sono comprensibili?
  • il testo è ben organizzato o le informazioni sono incomplete?
  • ci sono espressioni appartenenti ad ambiti eccessivamente ristretti per essere condivisi?

Ciascun partecipante può lanciarsi in “predizioni” sugli sviluppi delle ipotesi contenute nel testo. Per verificare la veridicità delle proprie previsioni bisognerà continuare a leggere e a scrivere.

 

Obiettivo della partecipazione alla “Rete Informativa” così strutturata diventa contemporaneamente sia quello di  conoscere di più rispetto a un certo dominio di conoscenze, sia quello di sviluppare e potenziare la riflessione sulle proprie conoscenze e sulle proprie modalità di dare senso a ciò che si fa.

Osservando che quando un gruppo ha tra i 5 e i 10 partecipanti si tende a considerarlo un mezzo di informazione e culturale di seconda serie, ho pensato che si commette un errore di valutazione, perché non è il singolo gruppo a contare. Non è l’audience di un singolo gruppo a essere importante: è la connessione tra gruppi. Il gruppo è solo un nodo. Ciascun partecipante è connesso a qualcun altro: nel suo piccolo mondo di amici e conoscenti, ciascuno segue con attenzione e fiducia quello che dicono gli altri a cui si sente più collegato perché ha imparato a dar credito a quello che scrivono altri con i quali ha costruito una conversazione consuetudinaria da lungo tempo. Anche quando si creasse una conversazione fondamentalmente composta da informazioni personali, oppure di conversazioni di piccolo cabotaggio tra alcuni partecipanti, questo servirebbe a tenere attive le connessioni così che quando si ha un messaggio importante da lanciare o rilanciare, lo si fa rapidamente.

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