Libri da leggere… Questa è una rubrica aperta, in cui ogni utente del sito può consigliare un libro che ha apprezzato. Si richiede di inserire gli estremi del libro (autore, titolo, casa editrice) e di copiare il commento descrittivo dello stesso presente nel quarto di copertina, aggiungendo in fondo il proprio nome e cognome ed un breve commento personale. Ogni altro utente, che abbia letto il libro, può aggiungere il proprio commento ai libri già recensiti. Chiara Giudici chiara_giudici@fastwebnet.it
Il Vento e la Legge
La breve luce dei giorni
Autore: Luciano Rossi
Editrice Clinamen
Anno 2093. L’Ordine degli psicologi non esiste più. Le vicende del mondo da tempo lo hanno cancellato, spazzato via, come fa il Vento del Nord, radente e teso sul giardino autunnale. Le Associazioni di counselling lo hanno sostituito. Il Vento del cambiamento, quando il suo tempo arriva, travolge ogni Istituzione, ogni Legge stabilita. Pure non manca mai chi crede che le Leggi siano eterne. Ma il pendolo regolare dell’alterna sorte non resta a lungo senza farsi sentire; nel 2093 anche per il counselling inizia il tramonto. E la psicologia ritorna vigorosa sulla scena del mondo. Poteva esser diversamente? No! Eppure, ancora, dimentica e stolta, la Legge ostile al cambiamento cerca d’opporsi al tempo nuovo. La risata, che tutti udranno e la seppellirà, è quella del Vento, indifferente ai nostri bisogni, sorda ai nostri sogni, irriguardosa di ogni privilegio. E ben si adatta la metafora a fatti più generali, ivi compresi il soffiare dei furiosi Venti della recessione economica.
Alberga in molti occidentali, abituati da settant’anni a credersi capaci di vincere ogni guerra e dominare anche i Venti della Storia, l’illusione che le Leggi umane possano piegare al Diritto anche il Destino, evitarne i corsi e ricorsi, le bizzarrie, le inversioni di rotta. Questa illusione è ancor più forte nei giovani, adusi alla facilità, che li culla nella più arida e viziata delle attese. Nati e cresciuti all’interno di una civiltà scientifica, conoscono solo quella e le sue illusioni. Non hanno avuto modo d’imparare da nessuna parte il senso della storia, di storie diverse dalle loro. Non possono accettare in nessun modo – e levano alto lo strepito – che la Storia abbia le sue sorprese, le sue bizzarrie, le sue Leggi, diverse da quelle del piccolo legislatore umano.
Una silloge di racconti, alla maniera del Decamerone. Un breve romanzo, forse.
Chiara Giudici: chiara_giudici@fastwebnet.it
Questo libro propone una riflessione sui diversi approcci epistemologici e sulla loro possibilità di coesistenza, interrogandosi sul Tempo e sulla Storia, attraverso alcune metafore che io ho trovato interessanti, accattivanti, convincenti, ma soprattutto “goduriose”! Il libro stesso è un esempio di metodo: è infatti espressione delle sue metafore. Tra l’altro, lo sfondo in cui la vicenda si svolge e un futuro immaginario in cui la psicologia è stata bandita e regna indiscussa l’Associazione dei counsellors… Uno scenario crudo, ma al tempo stesso ricco di speranza.
Gaetano Dell’Anna: gaetano.dellanna@fastwebnet.it
È una “memoria del futuro” che si legge con sorprendente diletto. Una gustosa, ironica estensione del “memento mori” che investe elegantemente la Psicologia e tutto ciò che vi ruota intorno di interesse culturale, organizzativo ed economico. Un convito letterario per prendere coscienza dei propri limiti e a fare tesoro dell’esperienza, delle vicende del mondo, narrata e rinarrata come dal Vento che passa e ripassa, indifferente sul nostro castello di carte, tanto più fragile, quanto più le carte sono state precisamente giustapposte, come vuole la Legge. Un disperante invito a sperare.