Da Elisabetta Sacchi: elisabettasacchi@libero.it
Beh io non è che avessi molta voglia di parlare di uno dei periodi piu stressanti della mia vita, quindi per me scrivere queste righe è davvero un grosso sforzo che faccio perche magari possa essere d’aiuto per qualcun altro… l’unica cosa gradevole è stata il fatto che durante la preparazione ho conosciuto e rincontrato delle belle persone con cui abbiamo condiviso gioie e dolori, ad esempio le stesse Chiara e Viviana e anche Francesca, e altre ancora, come la dott.ssa Sciorato che ci ha aiutati nello sforzo di preparare un esame di cui si sa tutto e nulla, perche l’università dal canto suo non ti da accenno di nulla, nè testi, nè bibliografie sulle quali prepararsi… l’unica è cercare su internet, comprare libri costosi che servono a poco o nulla, il passaparola è forse la cosa più utile… ma siamo in Italia e come al solito la regola è la non regola, per cui vale sempre e solo l’arte dell’arrangio, e cosi è stato per me e alla fine mi è sembrato di capire per tutti! Io ero nella stessa commissione di Viviana, per cui la prima prova scritta l’ha gia descritta lei, la commissione in ritardo di un’ora, l’aula dove si congelava dal freddo perche ovviamente, il riscaldamento non funzionava, ma cosa importa se noi abbiamo pagato 400 euro per poter partecipare a questa buffonata… perché per me ha rappresentato solo una grande buffonata, ma cosa mi serve dopo aver dato 26 esami e una tesi dover ancora dimostrare che qualcosa di psicologia ne mastico!?? Bah, sono i misteri, mica tanto, di questa Italia arrabbattona, ah dimenticavo che chi dava l’esame a Pavia spendeva ben 200 euro in meno, quindi pensateci… La seconda prova anche se io avevo scelto il caso clinico è andata sempre come ha descritto la Viviana, cioè a mò di interrogatori della Gestapo, avevi le sentinelle che ti seguivano ovunque anche in bagno, e il caso clinico da commentare era la cosa più confusa che avessi mai letto, c’era chi diceva che fosse un disturbo di personalità (borderline,ossessivo-compulsivo…), chi sosteneva che fosse una forma di nevrosi, perche la pz. accennava ad un presunto senso di colpa (una frase di mezza riga…)… dopo lo scritto la commissione ci ha convocati uno ad uno per commentare quello che avevamo scritto sul caso clinico, e li a seconda di chi ti trovavi davanti(ci interrogavano in due) dovevi giocartela bene, io ovviamente sono capitata prima con una donna molto gentile e tranquilla (psichicamente parlando), ma a metà del mio interrogatorio è sopraggiunto quel pazzo di cui parlava la Viviana, che pretendeva di reinterrogarmi da capo, con fare arrogante e maleducato, meno male che la “santa” donna ha difeso la mia diagnosi, zittendolo e dicendogli che andava bene cosi! In quel momento l’ho adorata!Alla fine di questo interrogatorio, di nuovo ci dividono in stanze e aspettiamo che la commissione si riunisca di nuovo per convocarci ad uno ad uno e dirci se abbiamo passato anche la seconda prova, il tutto ridendo e scherzando dura almeno 4 ore… e infine quando pensi che l’ultima prova, l’orale, sia ormai solo una passeggiata, mister simpatia, l’uomo che non tromba mai a casa ma ti tromba agli esami, fa una scenata isterica urlando che il tirocinio che ho fatto io, i primi 6 mesi da Massimo e Maura, è una cosa indecente che quella è psicologia selvaggia, la mia fortuna, anzi per lui, è che avevo 38 di febbre quella mattina, per cui non avevo neanche la forza di arrabbiarmi, e con molta calma ho fatto notare alla commissione che era un tirocinio che avevano convenzionato loro e che io comunque avevo imparato molte cose da quell’esperienza, ma intanto percepivo già che non mi ascoltavano, non mi hanno chiesto nulla degli altri 6 mesi di tirocinio in SPDC… poi dopo aver fatto sfogare la bestia, la presidentessa della commissione ha avuto la compassione di lasciarmi andare, ovviamente col minimo dei voti! Ah ovviamente se passi l’esame di stato, devi pagare altri 100 e passa euro, perche l’hai passato! Geniale!!!!
In bocca al lupo a tutti quelli che lo devono sostenere e se avete bisogno di materiale o quantaltro sono a vostra disposizione… spero di non essere stata troppo prolissa!
Elisabetta Sacchi
Da Paola Carlotto: paola@cdh.it
sto leggendo con molto interesse le esperienze descritte relativamente
all’esame di stato e . . .mi viene da rabbrividire . . .io ho dato tale
esame nel 1999, a Roma, non mi ricordo quanto pagai, ma non certo 400
euro! sui modi della commissione o di taluni membri rimango molto
perplessa . ..sembra quasi un volersi accanire.
nella mia sessione del ‘99, l’esame non è stato un pro forma, c’era una
certa percentuale di bocciati (definita dalla commissione “fisiologica”!),
molte amiche che avevano studiato con me l’hanno dovuto ripetere ( e sono
andare in diverse sedi: Torino, Bologna, Roma), ma tutte semplicemente mi
riferirono che la difficoltà maggiore risiedeva nel comprendere che tipo
di taglio dare al caso clinico, la prima prova scritta era molto generale
e facilmente affrontabile, la terza prova consisteva in una discussione
rispetto al tirocinio svolto.In bocca la lupo a chi deve ancora sostenere
l’esame!
paola C.
Da Paola Brolis: paolabrolis@yahoo.it
Oddio Elisabetta…io sono un partecipante “passivo” di questa lista,leggo e rifletto su quanto scrivete….ma con questa tua mail,hai aperto una ferita in me..quella dell’Esame di Stato. Dato 2 volte a Torino,e bocciata 2 volte dopo essere stata trattata come un cane dalla commissione. La prima volta,non ero abbastanza preparata (molto confusa e spaventata,per tutti i motivi che tu hai scritto..) e me lo sono meritata,ma la seconda proprio no….voto molto alto al tema,caso clinico svolto perfettamente..intendo dire con diagnosi corretta, e bocciata dallo STRONZO di turno che come dici tu non tromba a casa ma tromba agli esami…perchè secondo lui “non hai la maturità necessaria per svolgere la professione”…e alla mia domanda: “ma il caso clinico com è andato?” lui risponde: “non siamo qui per parlare di quello”………E INVECE SI!!!!!!!!!!!!!
Che cazzo ne sai tu della mia maturità che manco mi conosci!!!!
Comunque…è passato un anno,la rabbia c’è ancora…e l’intenzione di riprovarlo mi manca…:)
Chiedo scusa per il linguaggio poco appropriato
Baci a tutti!
Paola
Da Michele Parodi: kibi1986@libero.it
Mamma mia che brutte esperienze (io comunque sono ancora all’inizio del percorso..!). Mi chiedevo, per poter lavorare all’estero è obbligatoria l’iscrizione all’albo italiano? O potrebbe bastare la laurea specialistica+esperienze varie,stage,masters…
Cmq se a qualcuno interessa lunedi prossimo a Torino si parlerà appunto dell’Esame di Stato, vi do il link, ciao!
http://www.psicologia.unito.it/presidenza/avvisi/avviso.2009-03-24.5069190389
Michele