One Response to “Esame di stato: a cosa è servito a me (Viviana Leveratto)”

  1. Massimo says:

    Da Marcella di Pietro: marcella.dipietro@libero.it

    Concordo con Viviana….ci sono sempre almeno due sguardi, due vertici dai quali guardare ciò che ci accade ed impostare il lavoro…..se è vero che un pò come per tutti gli esami anche quello di stato è un terno al lotto..è vero anche che è una grande possibilità per fare sintesi o forse per sistemare meglio le nostre conoscenze e da quelle partire per la propria professione futura…per me è stato un momento di forte consapevolezza della mia preparazione…

    Bruno Bara dice sempre che la differenza tra un terapeuta che ha letto tanti libri ed uno che ne ha letto pochi si vede…non sottovaluterei per nulla l’aspetto formativo che nasce dal padroneggiare teorie, ipotesi di ricerca ed esperienze cliniche che troviamo nei libri in preparazione all’esame di stato…

    in questi giorni in cui condivido con voi la preparazione ma all’esame di specializzazione in psicoterapia cognitiva ( a Torino)

    mi sento di incoraggiarvi in “quest’avventura dell’esame di stato” con lo sguardo di chi sa trarre profitto da ogni esperienza…Buono studio..marcella

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