Ricordi di viaggio dentro la mia professione
Guardo indietro e mi vedo nel periodo più faticoso e noioso della mia crescita.
L’Università scelta è Padova, perché volevo studiare psicologia e Roma, come alternativa, non mi dava affidamento mentre Padova, essendo la più antica Università italiana, accendeva il mio immaginario romantico.
Invece niente di tutto questo, che fatica studiare a distanza senza poter frequentare perché “tenevo famiglia”, i bambini erano piccoli e richiedevano la mia presenza.
Sono diventata nottambula perché la notte era “piccola” per me e i miei libri.
Quanti viaggi ho fatto inutilmente perché c’era sciopero, perché era il periodo delle agitazioni, occupazioni, botte ai professori, ecc.
Finalmente ce l’ho fatta, ma la laurea in Psicologia clinica non mi dava alcuna competenza, così si è imposta la scelta di una specialità per imparare il mestiere.
Intanto avevo già iniziato a studiare da cinque anni, Ipnosi clinica a Milano.
Ho scelto sessuologia impegnandomi altri 4 anni in un argomento affascinante e così è stato, anche se i metodi incontrati non sempre sono stati piacevoli.
E via con l’inizio della professione, ma non ero soddisfatta, rispecchiavo il senso un po’ cupo della professione e del suo ambiente e i risultati richiedevano tempo, non mi esaltavano.
Così il Fato mi è venuto in aiuto e scopro “casualmente” che esisteva la Programmazione Neuro Linguistica, compro un libro “Metamorfosi Terapeutica” traduzione italiana di “Frog into Prince” e m’innamoro di questa filosofia che trasforma, fa cambiare a qualunque età, che non scandaglia l’inconscio, ma lo usa per trovarvi le risorse.
Qui comincia la vera avventura dei viaggi e delle scoperte, da vent’anni a questa parte, in un crescendo di stimoli, di fuochi d’artificio.
Così è stata ed è tuttora l’America per me, perché lì sono andata a specializzarmi in molti, moltissimi argomenti.
Viaggi e ritorni innumerevoli, sempre alla fonte dell’insegnamento ed ho scoperto il vero modo di apprendere e coinvolgermi sperimentando sempre.
Mi è stato chiaro il senso del viaggio, in realtà stavo cercando me stessa ed ho potuto trovarmi solo scrollando di dosso il senso d’impossibilità che gli studi fatti mi avevano sviluppato.
E’ stato necessario spogliarmi della vecchia attitudine per accogliere la nuova e nessun paese poteva essere più adatto degli Stati Uniti, perché è una nuova cultura nata dall’integrazione di molte culture che hanno creato l’America.
Sono stata accolta soltanto col nome di battesimo ed invitata a partecipare, dando il mio contributo allo studio e alla sperimentazione.
La necessità di utilizzare l’unica lingua ammessa, l’americano, mi ha costretta ad entrare nel loro modo di pensare ed è stato molto importante capire questa filosofia dall’interno, di come sia naturale per quel popolo cercare soluzioni e non fermarsi e filosofare sui problemi.
Dall’interno mi è stato più facile comprendere l’animo di chi mi stava insegnando, più ancora che dalle sue parole, proprio come ha sempre detto: non esiste un problema di linguaggio, la PNL è un fatto di attitudine. L’attitudine è qualcosa che ha a che fare con il comportamento dell’uomo, qualsiasi uomo, legato alla cultura che lo ha formato.
Questo modo di vedere e comprendere le cose è fondamentale per imparare un nuovo metodo terapeutico.
Ogni persona che si affida alle mie cure, devo essere capace di capirla dall’interno, dentro al suo mondo.
Da lì ho iniziato a sviluppare questo metodo, in modo particolare con l’uso dell’ipnosi post ericksoniana in cui mi sono specializzata.
Terapeuticamente sono nata negli Stati Uniti, grazie all’apertura mentale che ho potuto fare per apprendere tutto quello che mi stavano offrendo. I risultati sono diventati veloci ed esaltanti, le persone contente.
E’ stato l’inizio dello sviluppo di ulteriori curiosità che fanno parte del mio modo di essere e che ho soddisfatto, sempre studiando e sperimentando negli Stati Uniti.
E’ stato un lungo andare e tornare.
Andare verso la conoscenza per tornare e diffonderla.
Così è stato per l’ipnosi, che ora è diventata ipnosi regressiva alle vite passate, sia per curarsi che per conoscersi.
Così è stato per conoscere dall’interno la cultura nativa americana come naturale sviluppo spirituale di una parte di me che è stata nativa ed ha voluto ritornare.
L’incontro con il mio maestro shamano è stato un altro incontro straordinario che mi ha aperto le porte del mondo nativo, antichissimo e sconfinato ed ha fatto rivivere in me valori di coraggio e di condivisione che mi stanno nutrendo da 16 anni, regalandomi armonia e pace, uno sviluppo spirituale bellissimo, difficile da esprimere, ma che ora è dentro al mio lavoro.
Sempre andare verso la conoscenza e tornare per diffonderla.
Così è stato con l’incontro con il Life Coaching, sempre americano, sempre alla fonte dell’insegnamento ed ho scoperto come la psicologia abbia una nuova frontiera nel coaching.
Anche questa specializzazione nasce negli Stati Uniti ed è regolata da norme volte a dare sicurezze e certezze ai clienti che scelgono questa esperienza.
Considero il Life Coaching una evoluzione della mia professione, un modo di mettere a disposizione gli apprendimenti e le competenze che ho maturato nel corso della mia vita professionale, per creare affidabilità e fiducia, costruite sviluppando i miei talenti, favoriti dall’accoglienza che ho avuto in terra americana dove sono andata per incontrarmi e tornata per condividere ciò che sono e che ho per svolgere nel modo migliore che posso fare, il mio servizio agli altri.
Ho imparato ad accoglierli perché s’incontrino e si amino sino in fondo.
So che solo servendo gli altri fiorisce la vita intorno a me e la mia anima è contenta, perché evolve svolgendo il compito per cui è nata.
Andare e tornare sino alla fine, è un progetto di vita, è il miglior antinvecchiamento che conosco, è una filosofia di guarigione, il modo in cui ho sviluppato quel desiderio iniziale di essere una psicologa clinica.
dr. laura cuttica talice
email: lauracutticatalice@gmail.com