Archive for February, 2009

Psicologia e terapie assistite da animali

Monday, February 9th, 2009

Le terapie assistite da animali, comunemente note con il nome di pet – therapy, sono ormai una realtà consolidata in diversi paesi. Il loro obiettivo è quello di trarre vantaggi psicofisici dalla presenza degli animali da compagnia allo scopo di migliorare la qualità della vita dei soggetti coinvolti. Negli ultimi anni anche in Italia si assiste al diffondersi di questa nuova disciplina.

Con DPCM 28/02/2003, G.U. 52 4/3/03, è stato siglato un accordo Stato – Regioni con il quale viene valorizzato il ruolo non solo affettivo, ma anche terapeutico che gli animali possono svolgere in famiglia, a scuola e nella società, riconoscendogli pure la capacità di stabilire un rapporto del tutto speciale con le persone disabili, utile a migliorare la qualità di vita ed efficace anche sotto il profilo riabilitativo. Lo stesso decreto consente l’ingresso degli animali domestici, adibiti ad attività e terapie da essi assistite, in ospedali, istituti e case di riposo e definisce le linee guida di tali interventi, che dovranno essere condotte da personale adeguatamente preparato.

Va precisato, tuttavia, che la “pet therapy” non rappresenta un’alternativa alla medicina tradizionale, né pretende di diventare la soluzione magica ad ogni problema. Si tratta di una terapia di affiancamento a quelle tradizionali, che deve essere condotta da personale specializzato, adeguatamente preparato ed eseguita in maniera rigorosamente scientifica.

L’importanza della relazione paziente – animale la sottolineò per primo lo psichiatra e psicoterapeuta infantile Boris Levinson (1953) il quale scoprì fortuitamente l’azione positiva dell’interazione di un bimbo con comportamenti autistici con il cane presente nello studio. Fu egli a coniare il termine “Pet Therapy” oggi sostituito dalla dicitura “terapia assistita da animale” (AAT) o attività di “zooantropologia assistenziale”, a seconda della scuola di pensiero cui si aderisce.

Le attività non riguardano solo l’ambito terapeutico ma anche quello educativo/didattico e sociale. Le espressioni AAA – TAA – EAA ossia Attività, Terapia e Educazione assistite dall’animale indicano quindi “interventi di tipo educativo, ricreativo e/o terapeutico, aventi l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei soggetti umani. Gli interventi di AAA (attività assistite dall’animale) possono essere erogati in ambienti di vario tipo da professionisti opportunamente formati, para- professionisti e/o volontari, con animali che rispondono a determinati requisiti”. Nelle AAA non vengono determinati obiettivi specifici, non c’e obbligo da parte degli operatori di raccogliere informazioni o dati relative alle visite, che vengono gestite con cadenze non stabilite e con spontaneità. Le AAT (terapie assistite dall’animale), invece, sono “interventi che hanno obiettivi specifici predefiniti, in cui l’animale, che risponde a determinati requisiti, è parte integrante del trattamento. Esse sono dirette da professionisti, con esperienza specifica nel campo, nell’ambito dell’esercizio della propria professione”. In particolare l’obiettivo che si propongono è quello di favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive e sono eseguite in gruppi o individualmente in diversi ambienti: questo processo è documentato e valutato. Le AAE mirano, invece, al miglioramento delle capacità cognitive con persone di qualsiasi età. Sono gestite e/o dirette da un professionista nel campo (insegnante, ecc). Possono essere erogati in diversi ambienti, non solo nelle scuole.

Alla base di tali interventi, in cui la validità del ruolo dell’animale consiste nelle sue funzioni di mediatore emozionale e di facilitatore delle relazioni sociali, vi sono dei meccanismi fondamentali d’azioni, messi in evidenza da un consistente numero di ricerche ed indagini statistiche.

A chi si rivolge tale tipo di intervento?

Coloro a cui gli interventi suddetti possono arrecare dei benefici, in affiancamento ad altre forme di terapia, sono:

  • Ragazzi affetti da patologie dell’infanzia, della fanciullezza e dell’adolescenza (compresi il disturbo autistico e i disturbi del linguaggio);
  • Persone con disturbo della personalità;
  • Persone con disturbo dell’adattamento;
  • Persone con disturbi d’ansia e umore;
  • Persone con disturbi psicotici;
  • Persone con altri disturbi non inquadrabili in una precisa categoria diagnostica che necessitano di una spinta alla socializzazione;
  • Persone con disabilità fisica;
  • Anziani;
  • Bambini;
  • Soggetti istituzionalizzati (prigioni, manicomi, centri di recupero ecc.);
  • Convalescenti a seguito di malattie;
  • Ipertesi e cardiopatici;
  • Malati cronici, soprattutto con malattie di tipo neuro-muscolare;
  • Persone affette da deficit motori di diverso tipo.
  • Nonostante la vastità delle indicazioni, esistono anche precise patologie in cui le attività assistite sono sconsigliate, quali:

  • Ipocondria;
  • Disturbo ossessivo-compulsivo;
  • Depressione grave;
  • Oligofrenia grave;
  • Qualsiasi patologia psichica che possa portare al maltrattamento dell’animale;
    Zoofobia .
  • “Esse sono dirette da professionisti, con esperienza specifica nel campo, nell’ambito dell’esercizio della propria professione”.

    Ripeto questa frase, volutamente sottolineata, perché nel corso della mia formazione ho avuto modo di constatare come spesso al posto di psicologi operino le più diversificate figure professionali assumendo ruoli e competenze che non gli competono. Le attività assistite da animali sono a mio parere un valido supporto alle terapie e la figura dello psicologo è spesso vicariata perché professionisti esperti in questo campo ce ne sono veramente pochi.

    Per operare in questo settore ci vuole una formazione specifica e tanta passione essendo molte le difficoltà.

    Questo sarà l’argomento trattato nel prossimo articolo: “Formazione e lavoro nel campo della Pet Therapy”.

    Dott.ssa Silvia Olivotto

    www.silviaolivotto.it
    psico@silviaolivotto.it

    Associazione PASSODOPOZAMPA
    www.passodopozampa.it

    Documentazione per Convegno su SLA

    Sunday, February 8th, 2009

    Nello spirito che anima il Sito e il Gruppo Telematico Psicologiainliguria, Chiara Giudici offre il testo della relazione che ha presentato in occasione del convegno di cui ci aveva scritto.

    In allegato trovate il file pdf da consultare o scaricare.

    Ricordiamo che il materiale presente in questo sito può essere scaricato solo attraverso la registrazione e autocertificazione del titolo.

    Si autorizza la riproduzione o consultazione del materiale presente sul sito purché venga riportata correttamente la fonte, il nome dell’autore e l’indicazione del sito stesso.

    convegno-sla

    Documentazione Conferenza Bioenergetica

    Saturday, February 7th, 2009

    Nello spirito che anima il Sito e il Gruppo Telematico Psicologiainliguria, Nicoletta Cinotti ha messo in condivisione le slides che hanno fatto da filo conduttore nella conferenza ”LA REALTA’ INTERNA”, svoltasi giovedì 5 febbraio in via Pisacane.

    Le slides possono essere visionate e scaricate da questo sito cliccando: la-realta-interna.

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    Si autorizza la riproduzione o consultazione del materiale presente sul sito purché venga riportata correttamente la fonte, il nome dell’autore e l’indicazione del sito stesso.

    ANDARE e TORNARE

    Sunday, February 1st, 2009

    Ricordi di viaggio dentro la mia professione

    Guardo indietro e mi vedo nel periodo più faticoso e noioso della mia crescita.

    L’Università scelta è Padova, perché volevo studiare psicologia e Roma, come alternativa, non mi dava affidamento mentre Padova, essendo la più antica Università italiana, accendeva il mio immaginario romantico.

    Invece niente di tutto questo, che fatica studiare a distanza senza poter  frequentare perché “tenevo famiglia”, i bambini erano piccoli e richiedevano la mia presenza.

    Sono diventata nottambula perché la notte era “piccola” per me e i miei libri.

    Quanti viaggi ho fatto inutilmente perché c’era sciopero, perché era il periodo delle agitazioni, occupazioni, botte ai professori, ecc.

     

    Finalmente ce l’ho fatta, ma la laurea in Psicologia clinica non mi dava alcuna competenza,  così si è imposta la scelta di una specialità per imparare il mestiere.

    Intanto avevo già iniziato a studiare da cinque anni, Ipnosi clinica a Milano.

    Ho scelto sessuologia impegnandomi altri 4 anni in un argomento affascinante e così è stato, anche se i metodi incontrati non sempre sono stati piacevoli.

    E via con l’inizio della professione, ma non ero  soddisfatta, rispecchiavo il senso un po’ cupo della professione e del suo ambiente e i risultati richiedevano tempo, non mi esaltavano.

     

    Così il Fato mi è venuto in aiuto e scopro “casualmente” che esisteva la Programmazione Neuro Linguistica, compro un libro “Metamorfosi Terapeutica” traduzione italiana di “Frog into Prince” e m’innamoro di questa filosofia che trasforma, fa cambiare a qualunque età, che non scandaglia l’inconscio, ma lo usa per trovarvi le risorse.

    Qui comincia la vera avventura dei viaggi e delle scoperte, da vent’anni a questa parte, in un crescendo di stimoli,  di fuochi d’artificio.

    Così è stata ed è tuttora l’America per me, perché lì sono andata a specializzarmi in molti, moltissimi argomenti.

     

    Viaggi e ritorni innumerevoli, sempre alla fonte dell’insegnamento ed ho scoperto il vero modo di apprendere e coinvolgermi sperimentando sempre.

    Mi è stato chiaro il senso del viaggio, in realtà stavo cercando me stessa ed ho potuto trovarmi solo scrollando di dosso il senso d’impossibilità che gli studi fatti mi avevano sviluppato.

    E’ stato necessario spogliarmi della vecchia attitudine per accogliere la nuova e nessun paese poteva essere più adatto degli Stati Uniti, perché è una nuova cultura nata dall’integrazione di molte culture che hanno creato l’America.

     

    Sono stata accolta soltanto col nome di battesimo ed invitata a partecipare, dando il mio contributo allo studio e alla sperimentazione.

    La necessità di utilizzare l’unica lingua ammessa, l’americano, mi ha costretta ad entrare nel loro modo di pensare ed è stato molto importante  capire questa filosofia dall’interno, di come sia naturale per quel popolo cercare soluzioni e non fermarsi e filosofare sui problemi.

    Dall’interno mi è stato più facile comprendere l’animo di chi mi stava insegnando, più ancora che dalle sue parole, proprio come ha sempre detto: non esiste un problema di linguaggio, la PNL è un fatto di attitudine. L’attitudine è qualcosa che ha a che fare con il comportamento dell’uomo, qualsiasi uomo, legato alla cultura che lo ha formato.

    Questo modo di vedere e comprendere le cose è fondamentale per imparare un nuovo metodo terapeutico.

    Ogni persona che si affida alle mie cure, devo essere capace di capirla dall’interno, dentro al suo mondo.

    Da lì ho iniziato a sviluppare questo metodo, in modo particolare con l’uso dell’ipnosi post ericksoniana in cui mi sono specializzata.

    Terapeuticamente sono nata negli Stati Uniti, grazie all’apertura mentale che ho potuto fare per apprendere tutto quello che mi stavano offrendo. I risultati sono diventati veloci ed esaltanti, le persone contente.

    E’ stato l’inizio dello sviluppo di ulteriori curiosità che fanno parte del mio modo di essere e che ho soddisfatto, sempre studiando e sperimentando negli Stati Uniti.

    E’ stato un lungo andare e tornare.

    Andare verso la conoscenza per tornare e diffonderla.

    Così è stato per l’ipnosi, che ora è diventata ipnosi regressiva alle vite passate, sia per curarsi che per conoscersi.

     Così è stato per conoscere dall’interno la cultura nativa americana come naturale sviluppo spirituale di una parte di me che è stata nativa ed ha voluto ritornare.

    L’incontro con il mio maestro shamano è stato un altro incontro straordinario che mi ha aperto le porte del mondo nativo, antichissimo e sconfinato ed ha fatto rivivere in me valori di coraggio e di condivisione che mi stanno nutrendo da 16 anni, regalandomi armonia e pace, uno sviluppo spirituale bellissimo, difficile da esprimere, ma che ora è dentro al mio lavoro.

    Sempre andare verso la conoscenza e tornare per diffonderla.

    Così è stato con l’incontro con il Life Coaching, sempre americano, sempre alla fonte dell’insegnamento ed ho scoperto come la psicologia abbia una nuova frontiera nel coaching.

    Anche questa specializzazione nasce negli Stati Uniti ed è regolata da norme volte a dare sicurezze e certezze ai clienti che  scelgono questa esperienza.

    Considero il Life Coaching una evoluzione della mia professione, un modo di mettere a disposizione gli apprendimenti e le competenze che ho maturato nel corso della mia vita professionale, per creare affidabilità e fiducia, costruite sviluppando i miei talenti, favoriti dall’accoglienza che ho avuto in terra americana dove sono andata per incontrarmi e tornata per condividere ciò che sono e che ho per svolgere nel modo migliore che posso fare, il mio servizio agli altri.

    Ho imparato ad accoglierli perché s’incontrino e si amino sino in fondo.

    So che solo servendo gli altri fiorisce la vita intorno a me e la mia anima è contenta, perché evolve svolgendo il compito per cui è nata.

    Andare e tornare sino alla fine, è un progetto di vita, è il miglior antinvecchiamento che conosco, è  una filosofia di guarigione, il modo in cui ho  sviluppato quel desiderio iniziale di essere una psicologa clinica.

    dr. laura cuttica talice

    email: lauracutticatalice@gmail.com